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LE CLASSI TERZE INCONTRANO DANIELA PALUMBO

 

Il progetto “Incontro con l’autore” si è concluso mercoledì 13 marzo,  con la significativa ed emozionante presenza di Daniela Palumbo, giornalista e scrittrice italiana, autrice di numerosi libri per ragazzi. La scrittrice ha presentato agli studenti delle classi terze il libro Fino a quando la mia stella brillerà, voluto da Liliana Segre per rendere omaggio a suo padre, un uomo che ha fatto le veci della mamma scomparsa prematuramente, che è stato per sua figlia come “una vitamina”, che non le ha mai fatto mancare nulla e che fino all’ultimo ha voluto proteggerla. La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l'unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare.

La lettura del libro ha coinvolto ed emozionato molto gli studenti, sia per la sua intensità, sia perché scritto dal punto di vista di una ragazza di 14 anni.   Daniela ha raccontato come ha conosciuto Liliana e ha parlato di lei come di una donna forte, sensibile e con un grande desiderio di parlare e raccontare la sua dolorosa esperienza.“Ciò che la caratterizza è che non è un testimone rancoroso, lei porta la vita, lei racconta la SPERANZA DI SOPRAVVIVERE nel campo di concentramento, l'AIUTO degli amici di famiglia che hanno rischiato molto per proteggerla”. 

Durante l’incontro sono stati presentati alcuni lavori svolti dagli studenti e sono state poste molte domande che hanno permesso all’autrice di affrontare tematiche storiche, agganciandole ad altre di grande attualità. Si è parlato di indifferenza, la parola che forse più di tutte ferisce Liliana; della sottrazione di umanità che avveniva nei campi di concentramento, dove non si era più uomini, ma stϋck, pezzi.Si è affrontato anche il tema dei migrantie della difficoltà che abbiamo oggi a metterci nei panni dell’altro, a chiederci chi abbiamo accanto, a riconoscere negli altri la nostra umanità. 

Al termine dell’incontro, dopo la dedica e l’autografo nella propria copia del libro, alcuni studenti si sono avvicinati a Daniela Palumbo per continuare a parlarle, chiederle consigli ed esprimerle la loro ammirazione. 

Daniela, qualche giorno dopo l’incontro, ha scritto queste parole di ringraziamento: 

Ci sono incontri e incontri. Per noi autori per ragazzi i migliori sono quelli dove i ragazzi e le ragazze alla fine, magari durante il firmacopie, li vedi che ti guardano e si fermano quell’attimo in più, e sono lì lì per dirti “Sai, io sono proprio dove hai raccontato tu, e mi piacerebbe raccontartelo quello che ho dentro, perché mi fido”.
Spesso non lo dicono, ma tu lo ascolti lo stesso quando sussurrano timidamente: “Grazie, davvero, è stato bello”. Con un sorriso veloce, e uno sguardo vivo. E lì c’è tutto. C’è anche il senso di questo mestiere. 
Nella scuola “Fusinato” ci sono stati tanti di questi sguardi. Anche perché dietro, anzi accanto, hanno, e non si può tacere su questo perché non sempre purtroppo è così, insegnanti che sono abituati a lasciarglielo avere quello sguardo. Sono ragazzi che in classe si sentono ascoltati. E’ facile, si fa per dire, ma se li ascolti perché ci tieni a loro, lo sentono subito. E i doni si moltiplicano ogni giorno. La chiamo la provvidenza dell’ascolto. Quando c’è il secondo, la prima ti viene accanto, quando occorre, come un dono, ma un dono conquistato. 
E dunque grazie, ai grandi e soprattutto ai meno grandi. 

A presto.  Buon cammino.
Daniela

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