Ciao Don Francesco, ciao Alberto
Carissimi,
Oggi ci incontriamo per l’ultima riunione collegiale con un peso sul cuore che non si può spiegare.
Personalmente ho avuto un rapporto con don Francesco davvero unico, ecco perché da dirigente di una grande scuola del centro di Schio, con un enorme numero di ragazzi che fuori dalle nostre aule frequentavano e frequentano quotidianamente l’oratorio, mi sento sola. Perché con lui, oltre la scuola, ci si incontrava per progettare e parlare dei nostri ragazzi. Li conosco io, li conoscete voi e li conosceva lui, uno per uno. Ho sempre sentito don Francesco simile a me: entrambi ci occupiamo di rendere il tempo e la vita dei ragazzi impegnata, ricca di valori, salvandone molti dal vuoto che li circonda. Ecco, io lo faccio per lavoro ma lui lo faceva nella vita, in ogni momento.
Non posso non ritenerlo una delle persone migliori che abbia conosciuto. Una di quelle persone straordinarie.
Un sacerdote dal linguaggio semplice ma dai valori immensi.
Quindi oggi ci sentiamo tutti soli, perché non comprendiamo come la nostra comunità possa proseguire senza il suo supporto: era lui che portava tra i ragazzi la voglia di vivere, lui che apriva le porte a tutti, specialmente agli ultimi. Per questo motivo, pur in un’istituzione laica, ritengo doveroso salutarlo con un minuto di silenzio ed una preghiera, perché le parole non hanno senso di fronte ad una tale tragedia. Insieme a lui salutiamo Alberto, il giovane ragazzo (studente della Fusinato) che, come molti altri, stava dedicando queste torride giornate ad accompagnare centinaia di bambini a Gardaland, togliendoli spesso dalla strada o dalla solitudine.
Don Francesco, riposa in pace e proteggici sempre.
Simonetta Valente

